Quanto varranno i tuoi soldi fra 10 anni? Calcola il valore al netto dell'inflazione.
Guida all'inflazione
Che cos'è l'inflazione?
L'inflazione è l'aumento generale del livello dei prezzi nell'economia, che erode il potere d'acquisto nel tempo. Con un'inflazione del 3% annuo, gli stessi 100 PLN tra 10 anni varranno solo circa 74 PLN di oggi. L'inflazione è misurata dall'istituto di statistica polacco (GUS) tramite l'indice dei prezzi al consumo (CPI), che segue l'andamento dei prezzi di un paniere rappresentativo. In Polonia l'obiettivo di inflazione è del 2,5% annuo, ma di recente è stata nettamente superiore.
Impatto sui risparmi
L'inflazione erode il valore reale dei risparmi tenuti in contanti o su conti poco remunerati. Se i tuoi risparmi rendono meno dell'inflazione, in termini reali stai perdendo. Ad esempio, con un'inflazione del 3% e un tasso dell'1%, il rendimento reale è del −2%. Per questo conviene collocare i risparmi in strumenti con rendimento superiore all'inflazione: depositi sopra il tasso d'inflazione, obbligazioni indicizzate, azioni o immobili.
Strategie di protezione dall'inflazione
La migliore protezione dall'inflazione è la diversificazione del portafoglio. I depositi vincolati proteggono solo se il tasso supera l'inflazione. I titoli di Stato indicizzati all'inflazione garantiscono un rendimento reale. Gli investimenti immobiliari proteggono tradizionalmente dall'inflazione, perché i prezzi degli immobili salgono con i costi di costruzione. Anche le azioni che pagano dividendi possono offrire buona protezione nel lungo periodo.
Inflazione e prestiti
L'inflazione può favorire chi ha un mutuo, soprattutto a tasso fisso. Quando prezzi e salari salgono, il peso relativo del debito diminuisce: paghi le stesse rate, ma con un reddito più alto. Un'inflazione più alta comporta però di norma tassi più alti, che rendono più cari i nuovi finanziamenti. Con i mutui a tasso variabile (prevalenti in Polonia) l'aumento dei tassi si traduce direttamente in rate più alte.
Il contante perde 5.880 in trent'anni senza che il numero cambi mai
L'inflazione è invisibile perché non tocca mai la cifra sull'estratto conto. Diecimila lasciati in contante per trent'anni al 3% dicono ancora diecimila e comprano quello che oggi comprano 4.120. Non è stato tolto nulla: è l'unità a essersi ristretta sotto il numero.
Come funziona
- Converte un importo nel suo potere d'acquisto futuro a un tasso di inflazione scelto.
- Funziona anche all'inverso: quale somma futura eguaglia il potere d'acquisto di oggi.
- Rende esplicita l'erosione su orizzonti lunghi, dove è massima e meno visibile.
potere d'acquisto futuro = importo ÷ (1 + inflazione)^anni importo necessario in futuro per eguagliare oggi = importo × (1 + inflazione)^anni regola del 70: anni per dimezzare il potere d'acquisto ≈ 70 ÷ tasso di inflazione
Esempio pratico
100 oggi e 10.000 tenuti in contante, con inflazione al 3%.
- 100 comprano l'equivalente di 74,41 dopo 10 anni
- 55,37 dopo 20 anni
- 41,20 dopo 30 anni: una perdita del 59%
- per eguagliare i 100 di oggi servirebbero 242,73 fra trent'anni
Diecimila in contante dicono ancora diecimila dopo trent'anni ma comprano 4.120: 5.880 di potere d'acquisto svaniti senza transazioni, senza commissioni e senza alcun evento visibile.
Come leggere il risultato
- È l'argomento contro tenere i risparmi di lungo periodo in contante, ed è aritmetica, non una vendita. Il contante è il posto giusto per un fondo d'emergenza, dove la certezza dell'importo nominale è proprio lo scopo; è il posto sbagliato per denaro che non ti servirà per vent'anni.
- La regola del 70 funziona bene come scorciatoia: al 3% prevede il dimezzamento in 23,3 anni contro i 23,4 reali. Al 7% scende a 10,2 anni, ed è per questo che un'inflazione alta e persistente è così distruttiva per chi risparmia.
- Confronta i rendimenti al netto dell'inflazione, non al lordo. Un rendimento del 5% con inflazione al 3% è un guadagno reale dell'1,94%, non del 5%, e un conto al 3% con inflazione al 3% è fermo pur sembrando crescere.
- L'inflazione personale differisce dal dato ufficiale. Se la tua spesa pende verso casa, energia o istruzione, il tuo tasso può superare nettamente l'indice pubblicato, che è una media su un paniere che in realtà non acquisti.
Domande frequenti
- Il contante perde davvero denaro?
- In termini nominali no: il saldo non scende mai. In potere d'acquisto perde costantemente, e il 3% annuo si accumula fino al 59% in trent'anni. Entrambe le affermazioni sono vere insieme, ed è proprio questo a rendere l'erosione facile da non notare.
- Come confronto un rendimento con l'inflazione?
- Dividi invece di sottrarre: (1 + rendimento) ÷ (1 + inflazione) − 1. Con rendimento al 5% e inflazione al 3% dà l'1,94%, un po' meno del 2% suggerito dalla sottrazione. Il divario cresce al salire di entrambi i numeri.